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Data: 29/09/2012
Categoria: Regionale

2° meeting dei Gracchi - Civita Castellana, 29 settembre 2012

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A segnare la ripresa delle attività regionali, dopo la pausa estiva e i raduni nazionali nel Lazio e in Campania, torna, per il secondo anno consecutivo, l’appuntamento con il Meeting dei Gracchi, l’evento di inizio autunno che, coniugando tra loro nello spazio temporale di una sola giornata una visita guidata ad una cittadina del Viterbese, un favoloso pranzo gourmet a Casa Tuscia e una gara di regolarità che si fa sempre più completa e interessante, ci permette di rinverdire l’amicizia con gli appassionati del TF Spirit guidati dal dinamicissimo Patrizio Dessì. competente MGista e, nella sua veste di direttore dello Stabilimento Acqua di Nepi, ormai sponsor istituzionale delle iniziative motoristiche del Centro Regionale Lazio. 

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Quest’anno meta della visita culturale che ha contrassegnato la mattinata di sabato 29 settembre è stata Civita Castellana ove, grazie ai buon uffici dell’amico Fabio Berardi, jaguarista convinto e incorruttibile (vani i ripetuti tentativi di convertirlo ad altri credi automobilistici) e magistrale Conservatore del neonato Registro Italiano Jaguar Storiche, l’Amministrazione Comunale ci ha  concesso di parcheggiare ed esporre le nostre auto all’interno della piazza principale, solitamente adibita ad isola pedonale. Procediamo però per gradi: ritrovo di buon mattino presso il Centro Euclide di Via Flaminia per colazione/caffè e partenza (più o meno puntuale) verso le ore 10,00 dopo i saluti di rito. Il trasferimento a Civita Castellana è effettuato tutto lungo la Via Flaminia, seguendo un itinerario suggestivo per alcuni scorci di paesaggio e guidabilissimo, tanto da sembrare appositamente tracciato per le nostre vetture. Anche il cielo leggermente velato, ma mai minaccioso, è quel che ci vuole per regalare un po’ di refrigerio a motori ed equipaggi provati dalle calde escursioni estive. Traffico praticamente inesistente, in quanto la Cassia bis e l’autostrada A1, che corrono in quel tratto parallele alla via Flaminia (l’una a destra e l’altra a sinistra), hanno sottratto i grossi flussi veicolari alla vecchia via consolare che ha così riacquistato quasi d’incanto il fascino che doveva riservare agli automobilisti negli anni Cinquanta, coevi dei modelli più amati del nostro marchio.L’attraversamento di Rignano Flaminio e dei sobborghi di Riano Flaminio, Castelnuovo di Porto e Morlupo non hanno affatto disturbato la marcia della variopinta colonna di auto che ha così potuto raggiungere compatta la destinazione finale.  Sulla piazza di Civita Castellana ci troviamo in 30 vetture e 50 amici,  un ottimo riscontro se si tiene conto del fatto che numerosi equipaggi sono reduci dal raduno Benvenuti al Sud, cui il Centro Regionale Lazio ha preso parte con ben 18 auto e che per molti si è trasformato in una vacanza che si è protratta ben oltre le tre giornate canoniche dei raduni nazionali. Netta la prevalenza di MG, con un buon numero di modelli F e TF, tra le vetture ospiti tre Jaguar, tra le quali l’inconfondibile MKV di Paolo Bordini, come sempre in perfetta tenuta da gentleman inglese, con Fabio Berardi copilota, un’Austin Healey, una Morgan e una Porsche.Il signor Rino Miano, simpaticissima e preparatissima guida, ha accompagnato il gruppo nella visita del Forte Sangallo, del museo e del duomo romanico cosmatesco che costituiscono le perle più splendenti della collana che impreziosisce Civita Castellana, altrettante perle sono rimaste però nascoste, altre solo immaginate attraverso i racconti della nostra guida, non certo per mancanza d’interesse nei visitatori ma per il tempo che scandisce tirannicamente e in maniera inflessibile gli spostamenti di un plotone così numeroso. E’ questa una caratteristica dei nostri raduni che, offrendo ai partecipanti solo un piccolo assaggio delle bellezze dei luoghi che si visitano, lasciano in loro inalterato il desiderio di ritornare per poterle gustare con maggior calma e attenzione e fare nuove scoperte. Alle tredici in punto, trasferimento a Casa Tuscia, percorrendo la via Nepesina, per essere qui accolti e coccolati da Patrizia e Maurizio i quali ancora una volta ci hanno deliziato con i loro manicaretti, splendida esaltazione della cucina tipica del territorio che fonda il proprio successo sulla qualità e sulla freschezza assolute delle materie prime utilizzate (in primis il farro e l’olio d’oliva).Gli onori di casa spettano ad Emilio Brosio, nostro amabile anfitrione.Nonostante tutte le raccomandazioni fatte, ci alziamo da tavola che sono quasi le quattro ma si sa che il tempo vola, specie se trascorso in buona compagnia e davanti a un desco imbandito di prelibatezze generosamente innaffiate da vini altrettanto apprezzati.Alcuni, nonostante il programma debba ancora offrire loro il clou della giornata, piegati da una laboriosa digestione e vinti dalla stanchezza preferiscono abbandonare qui la scena, non senza aver calorosamente salutato gli amici ma i più coraggiosi, che tra l’altro sono la maggior parte, con 20 equipaggi raggiungono l’area interclusa ove è stata organizzata la gara di regolarità che porrà in palio l’ambito Trofeo Acqua di Nepi. Quest’anno il tracciato è stato allestito in un piazzale ancor più ampio di quello dell’edizione precedente, all’interno del recinto di un deposito dell’Acqua di Nepi nella zona industriale di Settevene (sulla Cassia bis), e, grazie all’impegno e all’abnegazione di Patrizio Dessì e di Orazio Galli, prevede ben cinque prove cronometriche concatenate all’interno delle quali sono collocate anche due prove di abilità per l’attribuzione di speciali bonus e penalità. Gran lavoro per i cronometristi e per la stesura della classifica anche perché la gara è risultata estremamente combattuta ma, quando è ormai quasi l’imbrunire, ecco finalmente la proclamazione dei vincitori, tra i quali è proprio Orazio (in compagnia di Patrizio che funge da navigatore) ad aggiudicarsi il primo premio. Il tempo di smontare le attrezzature e di scambiare gli ultimi frettolosi saluti e via verso casa, prima che faccia completamente buio, e con le prime gocce di pioggia che cominciano a bagnare le carrozzerie lucenti delle nostre amate compagne mentre il sole scompare definitivamente oltre l’orizzonte della campagna romana, regalando agli equipaggi ormai sfiniti, sulla via del ritorno, uno spettacolo di struggente bellezza. Forse è un po’ presto per annoverare il Meeting dei Gracchi tra gli appuntamenti istituzionali del nostro Centro Regionale ma siamo ragionevolmente sicuri che, se in futuro l’impegno degli organizzatori e il gradimento dei partecipanti rimarranno gli stessi delle prime due edizioni o magari cresceranno ancora, questo raduno entrerà a buon diritto nel novero degli eventi con una collocazione stabile nel calendario delle attività locali.

Claudio Nacca 

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