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Data: 01/05/2012
Categoria: Nazionale

Raduno dei due mari - 29 aprile/1 maggio 2012

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Non è propriamente l’apertura di stagione per noi appassionati di spider inglesi, e intendo MG nella specie (c’è stata la Winter e qualche incontro di un giorno), ma certamente è il primo momento godibile di primavera, dato che le previsioni segnalano bello fino a spingersi a ipotizzare 30 gradi… Non ci azzeccheranno come al solito, ma per noi saranno quattro magnifiche giornate, dato che verranno due gocce solo il lunedì pomeriggio.

Dunque il nostro organizzatore umbro negli anni in cui non fa il raduno-vacanza di 10 giorni ci gratifica di solito con un incontro comunque più lungo del week-end canonico, questa volta i giorni sono tre grazie al ponte del primo maggio, ma diventano quattro perché quasi tutti decidono di arrivare il sabato e godersi così l’aperitivo dell’Argentario (magnifico… Ci feci uno dei miei primi raduni nel lontano 1989 col gemellaggio Jaguar-Mg) con visita all’isola del Giglio.
Di per sé già luogo di straordinaria bellezza paesaggistica, ma con in più la visione della nave da crociera Costa Concordia naufragata lo scorso gennaio, che da una parte ci provoca sgomento, dall’altra riflessione su cosa poteva essere: un disastro tipo Titanic, con la nave piegata su un lato a pochi metri dagli scogli. Davvero un’emozione inusuale e una cosa impressionante… Il porto è già di suo suggestivo e pieno di simpatici e caratteristici negozietti, ma c’è per noi la possibilità colta al volo (abbiamo solo due ore) di andare a visitare Giglio Castello e godere di un panorama mozzafiato nonostante qualche nube renda la vista non ottimale.
Al ritorno la nostra carovana (35-40 “vecchiette”, per lo più A e B, ma ci sono anche TF, TD, e la VA Tourer di Franco Vigna, oltre a due Tf recenti e una magnifica Magnette avorio interno rosso) rientra ad Albinia, luogo di ritrovo dove ceniamo al “Vecchia Maremma”, una bella struttura con ampio parking e camere più che confortevoli, nel silenzio e nella quiete della vegetazione toscana.
Nel frattempo arriva anche Jakie, la signora francese di Cannes, probabilmente la partecipante più “vintage” al meeting, c’era in Sicilia e l’anno scorso in Grecia, mi aveva fatto da co-équipier per un problema alla sua B bianca. E’ sempre in forma smagliante, la sua guida è piuttosto… vivace!, chi potrebbe immaginare che ha 79 anni?
La domenica mattina ci si ritrova a Porto Ercole, luogo di inizio ufficiale del raduno. Si parte per Pitigliano, caratteristica località che sorge dal tufo, e di cui si ha una veduta davvero stupenda arrivando dal basso. La scorgiamo ergersi imponente sopra di noi, è uno spettacolo! Parcheggiamo nella piazza sotto gli occhi attenti ed entusiasti di molti abitanti e turisti, e ci godiamo per un po’ questo bellissimo e caratteristico borgo.
La tappa per il pranzo è il lago di Bolsena dove ci attende un ristorante con menù a base di pesce di lago. Straordinario tutto: la qualità del cibo, il servizio pronto e inappuntabile, la cortesia di chi ci serve. Cinque stelle! A Orvieto con Piero ci siamo già stati altre volte, diciamo però che in questa occasione l’arrivo è dalla parte opposta dell’autostrada, quindi la visione della città appollaiata sulla famosa altura è da brividi. In più entriamo in città da una strada che ci mostra improvvisamente il Duomo sopra di noi, la maggioranza degli equipaggi è in preda all’emozione, ci disponiamo ordinatamente in piazza, ma possiamo restare pochi minuti, alla gente dispiace, persino i vigili ci pregano di rimanere un po’ di più!
Ci aspettano a Todi, dove abbiamo invece un’oretta di tempo da trascorrere nella caratteristica piazza, e poi di nuovo in sella per Spoleto, famosissima per il festival del cinema e le manifestazioni culturali che ne fanno una perla nel panorama “dei due mondi”… Per non tacere del Duomo, che vediamo in serata, una vista architettonica di rara suggestione emotiva, seguita dalla passeggiata notturna fino al Ponte Romano, un luogo incantevole e pieno di pathos. In albergo (forse il più elegante dei tre) abbiamo il parcheggio coperto riservato, ma l’indomani sveglia di buon ora, c’è da far rifornimento di carburante (distributore a pochi metri) prima della partenza per Norcia.
Di prammatica la visita alla chiesa di San Benedetto, che gli ha dato i natali, e anche l’acquisto delle celebri lenticchie! Il tragitto successivo è qualcosa di veramente bucolico. Ci addentriamo in un paesaggio fatto di valli, passi e montagne (fino a un’altitudine di 1700 metri) per arrivare a Castelluccio, un antico villaggio che scorgiamo alla nostra sinistra e possiamo contemplare durante una breve sosta. La natura in cui siamo immersi è qualcosa di soave, c’è un silenzio e una sensazione di pace che permea tutto, e consente a ognuno di noi di dimenticare per un attimo la realtà per una ricerca interiore di un momento di intensità spirituale troppe volte dimenticata.
Pranzo a Montemonaco, una bella tavolata dove parlo un po’ con Gerald Buschan, un gentleman driver austriaco conosciuto in Grecia, alla guida di una A twin cam che ci ha messo 10 anni a restaurare (1992-2002), portandone la potenza a 120 cavalli. Dal rombo del motore sembrerebbe una otto cilindri… Un emulo di Tom, il baffuto e indimenticato danese con le sue due A, un coupé e una spider. Il terzo straniero presente al meeting è Wim, questa volta venuto con una B “black tulip” (mi dice quando gli chiedo del colore, un originale viola scuro), proprietario di una TC nera interno verde che gli invidio da almeno due lustri…
Facciamo una breve sosta all’abbazia di San Rufino, protettore dei malati di ernia, mentre chi vuole (pochissimi per la verità) si reca all’outlet vicino per lo shopping. Nel tardo pomeriggio arriviamo, dopo qualche goccia di pioggia, a Porto San Giorgio, hotel in prossimità del mare, con serata un po’ diversa in località Ortezzano, dove ci aspettano per un momento di folklore del luogo: musica e ballo di un gruppo locale in costume che annovera esponenti di tutte le età, due bambini molto piccoli che fanno tenerezza, davvero toccante. Peccato che non possiamo contraccambiare con la vista delle nostre auto la loro squisita ospitalità.
L’ultimo giorno è una sorpresa, almeno per me, ma penso per tutti. Fermo è una città ricca di bellezze artistiche e tradizione culturale che la nostra guida ci fa molto apprezzare. Visitiamo fra l’altro un’antica biblioteca con 43 mila volumi, pensate! E il mappamondo che vi si trova è il più grande, intendo dimensioni, conosciuto, e si dibatte di come abbia potuto essere portato dentro la sala, si ipotizza persino che sia stato calato dal tetto! E le vecchie cisterne romane di raccolta dell’acqua. Transitiamo davanti alla magnifica chiesa di Santa Maria dell’Assunta, d’epoca paleocristiana, costruita nel IV secolo dopo Cristo, e c’è ancora il tempo per una piccola fermata in due borghi, Moresco e Torre di Palme, quest’ultimo mi ricorda un po’ Civita di Bagnoregio per la struttura su una via principale e vista collinare sulla pianura. Per il pranzo siamo al porto di Porto san Giorgio, menù di pesce di mare questa volta, e a far da contorno… Una giornata molto calda, un tempo che al ritorno al nord farò presto a scordarmi, acqua a catinelle per centinaia di chilometri!
I saluti sono sempre un po’ tristi… L’arrivederci è per la Sardegna il prossimo anno, e qui il momento si fa ancora più triste perché abbiamo saputo che Rosaria Accardo è mancata improvvisamente per un infarto. Molti di noi la ricordano con affetto per la sua grande dolcezza, la sua squisita umanità e il suo non comune altruismo. Qualcuno è veramente commosso fino alle lacrime, anch’io sono abbastanza scosso, ma dobbiamo serenamente accettare la volontà di chi sta sopra di noi e ricordarla nei nostri cuori come lei avrebbe voluto.

Pietro Noè

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